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La mia prima traduzione letteraria: un racconto di fantascienza, tanto per iniziare

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Ho appena ricevuto la comunicazione che la mia prima traduzione editoriale è stata inviata ai canali di distribuzione. Si tratta di un racconto di fantascienza, intitolato “La fuga“. Un piccolo passo, diceva qualcuno, con l’auspicio e la speranza che diventi l’inizio di una lunga e faticosa, ma gratificante, camminata. Ulteriori informazioni a pubblicazione avvenuta.

Ho voluto iniziare con qualcosa che fosse nelle mie corde, e la fantascienza è un genere narrativo (e non solo) che ho sempre amato, fin da ragazzo. Magari da bambino sognavo di fare l’astronauta, sinceramente non mi ricordo. O forse, per come vanno le cose attualmente, in Italia (e nel mondo), è un desiderio (non tanto inconscio) di fuggire, un po’ come nella canzone di Eugenio Finardi: extraterrestre, portami via

Un altro libro è in attesa di pubblicazione; non è di narrativa, ma ne parlerò al momento opportuno. Vediamo se lo sforzo (ricordo: non retribuito, a parte una percentuale sulle vendite) porterà i suoi frutti. Seminiamo per raccogliere qualcosa, investiamo (chi può, non io) denaro per cercare di raccoglierne dell’altro… in questa continua corsa inarrestabile che non è altro che un’improba fatica di Sisifo che ci consuma e ci divora, e che ci lascia stremati proprio in vista del traguardo finale.

Riparlerò de “La fuga“, come ho detto, quando sarà pubblicato. I tempi, i modi, i prezzi sono stabiliti dagli autori e/o dal detentore dei diritti. Non posso essere ritenuto responsabile di nulla, tranne, ovviamente, della traduzione. Quella l’ho fatta io e, nel bene o nel male, mi rappresenta. Auspico nel bene…